🌸 Genziana 🌸

Ormai avete capito quanto mi appassiona il tema “erbe” & ‘Co.

Non è bellissima?! ⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️

La Genziana, simbolo della DETERMINAZIONE, é un fiore che cresce prevalentemente in altra montagna, tra le radure in prossimità di rocce e pietraie.

Una delicata pianta di poco centimetri che sfida un terreno ed un clima al limite! Le Genziane, di solito, sono esposte sia al sole cocente estivo che al rogito credo invernale.

In Italia possiamo ammirarla su tutto l’arco alpino, a partire dal aiutarla deve il suo nome all’ultimo re illirico, Gentius, che scoprì le proprietà benefiche nella sua radice.

La leggenda narra di una pastorella delle Dolomiti, Genziana, che veniva disprezzata dalla gente del posto per il colore del suoi occhi.

Erano di un blu talmente intenso che pensavano l’avesse rubato al lago di montagna.

Allora il lago, irato, di indotto dalle fate dei boschi a trasformarla in una di loro perché aveva delle doti canore meravigliose.

La pastorella si rifiutò di unirsi al mondo fatato, ma questo fece arrabbiare moltissimo il lago che mostrandosi a ml suo cospetto se ne innamorò perdutamente.

La chiese in sposa, ma ella si rifiutò. Il lago si arrabbió talmente tanto che la travolse con un’onda che finì per annegarla.

Fu da quel giorno che intorno al lago nacquero questo fiori blu come gli occhi di Genziana.

Curioso vero?

Alla prossima!!! 🙂

Attacco d’arte

Chi non conosce la grandissima opera del grande Munch: “Lurlo”.

Mentre sistemavo la cartellina porta disegni della mia piccola Isotta, dell’anno scorso, tra i fogli trovo questo…

Vanni Novara, un mio caro amico-pittore, mi scrisse che al pittore arrivo l’ispirazione durante la passeggiata al tramonto, un segno di quando nel nostro inconscio subentra l’angoscia mista ad un senso di paura. Infatti esplode in noi un senso delle circostanze in cui il nostro essere viene avvolto.

Non so che tipo di emozione ISOTTA stesse provando nel osservare il disegno, o i motivi che l’hanno spinta in quella direzione. Forse, se approfondissi con lei la situazione di quel momento, capirei. Io lo trovo bellissimo, intrigante e vita l’età di quando l’ha disegnato ( 7 anni) direi eccezionale.

Che ve ne pare?

Emotions

Vorrei condividere con voi un argomento che mi sta davvero a cuore. Le emozioni. Non mi metterò i panni di uno psicologo, o di un filosofo, o di un neuroscienziato; insomma, di un qualunque super esperto in materia. Ovviamente lascio a voi ed alla vostra curiosità la ricerca d’informazioni sull’argomento. Però, pensate un po’, fin dal nostro concepimento le emozioni ci appartengono. Magari a qualcuno viene in mente il film animato “Inside out” di qualche anno fa…2015 se non ricordo male! Per citarne uno…ma naturalmente sul tema c’è ne sono stati molti altri prima di lui.

Immagine dal web

Avendo due bimbe piccole in casa sono film che vanno per la maggiore! Ma torniamo a noi, le emozioni.

Nel 1972 un certo Sig. Paul Ekman con i suoi studi, ne aveva individuate 6:

  1. paura;
  2. rabbia;
  3. tristezza;
  4. gioia;
  5. disgusto;
  6. sorpresa.
immagine dal web

Un elenco destinato a crescere; infatti, recentemente ne sono state aggiunte ben 21 a quelle già citate.

I modi di esprimere queste emozioni, vogliamo parlarne?! Uff…! Chi nel canto, nella musica, nella danza, nella scrittura, nel disegno, nella pittura, nel costruire..etc..etc. Un mondo di emozioni e di espressioni! Interessante non trovate?

Per mio conto, sono arrivata alla conclusione che ogni secondo di me è emozione.

Sne vi fa piacere, raccontatemi cosa ne pensate, oppure vostre emozioni!

See you soon!

Diario Vacanze 2020: misteri e leggende d’Italia

Caro diario di bordo, continua il nostro #viaggio sotto l’insegna delle leggende d’#Italia. Come ben sapete, sono sempre stata sensibile agli argomenti che riguardano i misteri e le leggende, e in Italia si sa’, c’è pane per i miei denti. Quella che vi sto per scrivere è una leggenda che mi fu raccontata dal mio professore di Elettronica e Sistemi delle superiori, in occasione di una gita scolastica a Pisa. Più precisamente a Piazza del Duomo di Pisa e subito vengono in mente i quattro bianchissimi capolavori di arte monumentale medievale: la Torre Pendente, il Camposanto, il Battistero e il Duomo. Sono proprio questi ultimi, così particolari, da aver dato vita a uno stile tutto suo, il cosiddetto, “romanico pisano”.

Dapprima d’Annunzio che, colpito e affascinato dalla sua bellezza e perfezione, la chiamò Piazza dei Miracoli.

Ma non mi soffermerò sulle bellezze architettoniche, bensì su alcuni episodi che avvolgono questa meravigliosa Piazza, tanto da poter essere chiamata anche Piazza dei misteri.

Certamente! Perché di veri e propri misteri di tratta. Vediamo un po’…”se vi dicessi “il #Duomo e le unghiate del #diavolo” 😈, oppure il “#fantasma di Galilei” 🕵️?!? Siete curiosi vero?

Il Duomo e le “unghiate del diavolo”, sicuramente il più famoso e suggestivo, che aleggia su Piazza dei Miracoli, nella facciata nord della cattedrale, quella che si affaccia sul Camposanto Monumentale.

Qui si trova un pezzo di marmo di provenienza romana.

Li vedete tanti piccoli buchini? E già sarebbero proprio le unghiate del Diavolo. La leggenda narra che la Piazza dei Miracoli non poteva essere portata a compimento. La cattedrale che con la sua straordinaria e disarmante bellezza che già si intuiva durante la costruzione non poteva prendere forma. Sarebbe stato uno schiaffo troppo grosso per il diavolo. Allora, accecato dalla rabbia e dalla voglia di distruzione salì sul tetto per impedire la prosecuzione dei lavori e distruggere anche quanto già fatto.

Un angelo riuscì però ad impedire al diavolo di portare a termine il suo piano e, l’unica cosa che il demonio riuscì a fare, fu aggrapparsi con le unghie al pezzo di marmo per lasciare nei secoli il segno indelebile. È il caso di dire che qui il diavolo ci ha lasciato lo zampino!

Ma la cosa più curiosa è che, se si prova a contare più i fori lasciati dalle unghiate, il conto non torna MAI, ma proprio MAI! Chiedetelo agli studenti che ogni anno si recano al Duomo per contare i buchini come rito scaramantico dei 100 giorni prima dell’esame di maturità.

Comunque, non è che sia finita qui!

All’appello, non poteva mancare un fantasma, e non un fantasma qualunque, ma bensì il fantasma di #Galileo Galilei.

Diverse segnalazioni di persone han giurato di aver visto in Piazza dei Miracoli il fantasma dello scienziato. Ma facciamo un passo indietro: Galileo Galilei nacque a Pisa e fu battezzato nello splendido Duomo in Piazza dei Miracoli.
La giovinezza la trascorre nei pressi di Piazza dei #Miracoli, nel Palazzo della Sapienza, sede dell’#Università  dove studia. Stufo di essere un incompreso e mal pagato docente di matematica, si trasferisce in Veneto e tornerà a Pisa all’età di 46 anni in quel Palazzo come matematico primario dello Studio di Pisa, ma esentato dall’insegnarvi per dare libero corso alle sue ricerche. La Piazza dei Miracoli fu con molta probabilità il più importante dei laboratori scientifici per le scoperte di Galileo. Intuì la legge dell’isocronismo delle oscillazioni del pendolo proprio dentro il Duomo, osservando una grande lampada votiva. Dalla cima della Torre Pendente, condusse degli esperimenti sulla caduta dei gravi e sempre vicino a Piazza dei Miracoli Galileo punta i suoi cannocchiali verso la volta celeste dalla cima della torre di Palazzo Reale, su Lungarno Pacinotti. Insomma, l’affetto profondo dello scienziato per quei luoghi è evidente…tanto da tenerlo legato alla sua Piazza anche dopo la morte?

•Agriturismo Fattoria della Felicità•🌲

Adoro questo lifestyle! Allora vale la pena condividerlo!!

Sono stata a pranzo con il mio fidanzato.

L’ agriturismo è favoloso, immerso nella natura e intorno gli animali che allevano ; tutti i piatti sono a km 0, freschissimi e ben conditi.

Simona, la ragazza che ci ha servito super gentile e disponibile alle richieste del cliente.

C’è un mini negozio all’interno dove si possono acquistare carni, formaggi, sughi e confetture, ne ho acquistate due.

Grazie siete stati una splendida scoperta.

Torneremo sicuramente.

http://fattoriadellafelicita.it/

Melissa Testa.

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Happy day

Finamente! C’è l’ho fatta! Ora ho un #sito tutto mio. Gosse gioie 🍻! E niente, era solo per condividere con voi che sono contenta 😂.

Poi, che tra qualche giorno sarò in #vacanza, altra cosa super positiva 🎉.

Nel frattempo, con mio immenso piacere, mi sono rimessa a fare #jogging e la mia amata attività fisica, che ahimé, causa forze maggiori ho dovuto mettere in secondo piano. Si si, ora mi rimetto in forma #anima e #corpo..e via!

Che altro?!🤔

Ah, sí! Non posso anticipare nulla 🤐, ma se vanno in porto due progettini che riguardano #casa, #lavoro e… un’altra cosa..”famo er botto!!” (😅 Si scriverà così?)

Si lo so, sarò all’antica, scaramantica, ma è un sogno che tengo nel cassetto da una vita, e sai com’è….mi capite vero?

Se vi fa piacere raccontatemi anche la vostra!

Com’è quel detto: “gente che sorride il ciel l’aiuta

Happy days!!!

Curiosità e ricordi

Mentre curiosavo due notizie, m’imbatto su un articolo dedicato al walkman.

Chi se lo ricorda?! Che nostalgia…che ricordi! Leggendo leggendo…..il 1⁰ luglio di 41 anni fa, fu venduto il primo esemplare. In pratica io e walkman siamo coetanei…🤔! Una vera e propria rivoluzione del suono in movimento. Ve lo ricordate è stato super protagonista nella famosissima scena del film “il tempo delle mele”. Nel frattempo ne sono cambiate di cose e la musica diventava sempre più digitale…ad oggi, oserei dire, virtuale! Non me ne vogliano gli appassionati della psicoacustica, ma essendo amante (é dir poco!) del vinile…praticamente monopolizzo tutti i miei punti di vista musicali sul quel tipo di suono. Tornando a noi. Dei walkman che avevo da “ragazzina” credo che non mi sia rimasto più nulla; dico credo perché secondo me se chiedo ai miei “vecchi” sotto sotto hanno sempre un asso nella manica e magari vengo a scoprire che ne hanno tenuto uno! 😘 Comunque, fortunatamente, nella soffitta-museo della mia nonnina, ho trovato un vecchio giradischi in radica con musicassetta e radio ancora in forma smagliante. Non vedo l’ora di dargli una piccola sistematina e rimetterlo in funzione. Vi terrò aggiornati!

Replay intervista

Giusto qualche giorno fa pubblicavo l’articolo sul brano “respirare la notte” dei Rosa Tatuata. Ed ecco, fresca fresca l’intervista a Giorgio Ravera all’appuntamento di Amadeus.

Buon ascolto!