🌸 Genziana 🌸

Ormai avete capito quanto mi appassiona il tema “erbe” & ‘Co.

Non è bellissima?! ⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️

La Genziana, simbolo della DETERMINAZIONE, é un fiore che cresce prevalentemente in altra montagna, tra le radure in prossimità di rocce e pietraie.

Una delicata pianta di poco centimetri che sfida un terreno ed un clima al limite! Le Genziane, di solito, sono esposte sia al sole cocente estivo che al rogito credo invernale.

In Italia possiamo ammirarla su tutto l’arco alpino, a partire dal aiutarla deve il suo nome all’ultimo re illirico, Gentius, che scoprì le proprietà benefiche nella sua radice.

La leggenda narra di una pastorella delle Dolomiti, Genziana, che veniva disprezzata dalla gente del posto per il colore del suoi occhi.

Erano di un blu talmente intenso che pensavano l’avesse rubato al lago di montagna.

Allora il lago, irato, di indotto dalle fate dei boschi a trasformarla in una di loro perché aveva delle doti canore meravigliose.

La pastorella si rifiutò di unirsi al mondo fatato, ma questo fece arrabbiare moltissimo il lago che mostrandosi a ml suo cospetto se ne innamorò perdutamente.

La chiese in sposa, ma ella si rifiutò. Il lago si arrabbió talmente tanto che la travolse con un’onda che finì per annegarla.

Fu da quel giorno che intorno al lago nacquero questo fiori blu come gli occhi di Genziana.

Curioso vero?

Alla prossima!!! 🙂

La leggenda dell’aquila bianca

tavolozza di vita

La leggenda dell’aquila bianca

La grande aquila bianca vive più a lungo di qualsiasi altro uccello, anche fino a settant’anni. Ma per raggiungere quella veneranda età deve prendere la decisione più difficile di tutta la sua vita…La leggenda dice che a quarant’anni i sui artigli si fanno duri e più che mai affilati, le sue ali si accorciano e diventano molto pesanti e le sue piume s’assottigliano. Volare diventa un’impresa difficile. A quel punto l’aquila bianca ha due sole strade: o morire o confrontarsi con un doloroso rinnovamento che dura almeno sessanta giorni. Il processo di trasformazione consiste nel volare fino alle creste più alte della montagna e starsene lassù, in un nido, da dove per un po’ non deve uscire. A questo punto l’aquila deve iniziare a sbattere il becco contro la nuda roccia, finché riesce a strapparselo. Dopo dovrà aspettare un po’ fino a che le spunterà un…

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