Una domenica… fruttuosa!

Quest’anno, ahimè, non sono riuscita a fare lo sciroppo di rose, ma con l’occasione di un giretto ad Exilles (quanto mi piace questo paesino!!), non siamo tornati a mano vuote!!!

10/15 Ombrelli o Fiori di sambuco

Macerare con circa 1 lt acqua e 2 o 3 limoni per almeno 24h…

….filtrare il tutto, strizzare, far bollire con 1 kg zucchero, imbottigliare…

…. l’evoluzione del sambuco!

Proseguiamo…

Noci acerbe, raccolte a San Giovanni come vuole la tradizione.

…chiodi di garofano, cannella, zucchero, alcol per liquori a 95º ed ecco fatto in un attimo…il nocino! Come sarà? Lo scopriremo a Natale, per ora dobbiamo aspettare!!!

E ancora…

Ciliegie selvatiche con tutto il nocciolo e senza il picciolo…

… zucchero e alcol per liquore a 95º (deve ricoprire di almeno 3 dita le ciliegie….

…fra un mese, le assageró!

Sciroppo di rose

Visto che è arrivato il momento di potare le rose, ecco una buona occasione per parlarvi di  un’antica e sana ricetta da fare con le rose da sciroppo! Per secoli e fino ad alcuni decenni fa nella Valle Scrivia (entroterra di Genova) era comunemente diffusa negli orti e giardini delle abitazioni contadine la coltivazione delle rose da sciroppo, dai cui petali si producevano sciroppi, confetture e altre ricette particolari, utilizzate anche per le proprietà officinali. Le condizioni ambientali della Valle Scrivia sono favorevoli all’impianto delle rosacee in generale e in particolare delle rose; le principali varietà utilizzate a tale scopo sono fra le più antiche, rugosa e muscosa, selezionate nel tempo fino a raggiungere una rusticità e un grado di adattamento al territorio che si prestano a una coltivazione “naturale”. Lo sciroppo di rose è legato alle cose di una volta, ai ricordi antichi, ai raffinati piaceri del passato come le eleganti bottiglie, con le etichette scritte a mano che facevano bella mostra di se nelle credenze. Le migliori varietà usate per la produzione di sciroppo sono la Rosa Rugosa, originaria del Giappone e della Manciuria, la Muscosa che sembra abbia avuto origine da una variazione genetica della centifoglia ed è caratterizzata da una folta serie di minuscole spine che le danno un insolito piacevole aspetto e la Gallica, già presente nei giardini dei Greci e dei Romani. Sono tutte varietà antiche, con i fiori molto profumati e per questo molto adatte non solo per la produzione di sciroppo, ma anche per confetture e liquori, tanto che i petali sono richiesti anche dalle confetterie. Nel nostro giardino magico, abbiamo delle bellissime e profumatissime rose di tipo Muscosa e, naturalmente, non potevamo perdere l’occasione per fare il nostro sciroppo e le nostre confetture con questo dono della natura?!?! Si raccolgono tra fine maggio e inizio giugno, al mattino presto, proprio nel momento che mantengono maggior profumo. Si separano i petali dai piccioli del fiore e, portata ad ebollizione l’acqua, si mettono in infusione per almeno 24 ore. I petali vengono pressati e filtrati per ottenere l’estratto. A questo si aggiunge lo zucchero e il succo di limone fresco e si porta ad ebollizione tenendo la temperatura il più bassa possibile perchè lo sciroppo non deve cuocere. Dei petali filtrati?!?? Ma certo che non sono stati buttati, “schersa nen!!”, naturalmente ne abbiamo fatto una buonissima e dolcissima confettura di rose!!! Il risultato è fenomenale…ve lo garantisco!!!

Parola di strega!!!